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Rainbow Six Siege: Recensione

 

Rainbow Six… Rainbow Six è da sempre uno dei porta stendardo degli fps tattici su console (su PC la concorrenza è ben più marcata). Rainbow Six Siege è stato però circondato, negli ultimi giorni, da molti pareri discordanti; diversi sono i pro e contro di questo titolo: analizziamoli in questa recensione.

Parliamoci chiaro, da come si è presentato da quel famoso E3 2014 ad oggi, ci aspettavamo sicuramente qualcosina in più; sembrava essere arrivato finalmente il titolo fps tattico che tutti sognavano: ambienti completamente distruttibili, modalità interessanti con ostaggi ed obbiettivi da attaccare e difendere…beh, la presentazione di questo titolo fu sicuramente una di quelle che fece più parlare di sè in quell’ E3.

Ora, però, ci troviamo in mano un titolo con un’idea innovativa ma sicuramente povero di contenuti. Partiamo dalle modalità presenti: 4, solo 4 modalità e molto simili tra loro sicuramente non bastano a saziare le bocche più affamate e che magari aspettavano questo titolo già da un paio d’anni. 20 sono gli operatori da sbloccare con varie armi e accessori da modificare (2-3 per arma e qualche skin), i quali sono divisi in 10 attaccanti e 10 difensori, tutti piuttosto equilibrati a parte gli “Scudomen” che spesso si riveleranno fin troppo invincibili ai proiettili avversari dando quindi quasi per scontata una bella “scudata” a chiudere il conflitto.

Le mappe sono 10 e ben strutturate, anche se ci si aspettava qualche parete in più da buttare giù, da come si era visto nel primo gameplay presentato da Ubisoft, infatti, sembrava che si potesse distruggere l’intero palazzo, passare da un piano all’altro facendo un semplice buco nel pavimento con una carica da irruzione, ora invece pare che il tutto sia stato sostituito con delle botole da sfondare in punti precisi delle stanze, facendo così in modo che le cariche possano essere piazzate solo in pochi punti della mappa, nei quali la maggior parte delle volte non potrete far passare il vostro operatore ma al massimo far fuoco su un povero avversario ignaro della vostra presenza, dato che ci saranno delle “simpatiche” travi di legno ad ostruirvi il passaggio.Tra gli operatori è presente un solo cecchino armato di fucile semi-automatico, che spesso sarà quasi del tutto inutile dal momento che le mappe e gli obbiettivi saranno sempre all’interno delle mura con tutte le finestre barricate portando così il conflitto quasi sempre all’interno.

Altro punto a sfavore, purtroppo, è l’impossibilità di spostare gli obbiettivi e soprattutto l’ostaggio; molte volte sarete costretti a stravolgere il vostro piano di difesa soltanto perchè l’obbiettivo è posizionato in una zona scomoda e svantaggiosa, portando spesso e volentieri i giocatori a cercare di porre fine alla partita in stile deathmatch e non più seguendo il reale obbiettivo prefissato (quasi sempre le partite finiranno con l’uccisione di un intera squadra).

Graficamente il titolo è accettabile, ma si poteva fare sicuramente qualcosa di più; invece, per quanto riguarda gli effetti visivi quali fumo ed esplosioni varie, sono stati ricreati in maniera notevole; stesso vale per il comparto audio che nel complesso risulta buono e abbastanza curato negli ambienti chiusi. Punto a favore, invece, va alla cura delle armi e delle loro caratteristiche: effetti come rinculo e impatti sono stati ripresi quasi fedelmente dalla realtà, rendendo quindi molto complicato scaricare un intero caricatore con un’ arma automatica in un unico punto. Forse un po’ esagerati gli “schizzi” di sangue che fuoriescono dai corpi all’impatto dei proiettili, andando quasi interamente a dipingere le pareti neanche fosse un film di Tarantino.
La trama in questo titolo è del tutto mancante, a parte alcune missioni da fare in single player chiamate “simulazioni” che sembrano quasi essere state messe lì come uno zuccherino per i più veterani di R6, che magari avrebbero gradito una trama come nei titoli precedenti.

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