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Hayfever – Recensione

Si sa, andarsene in giro e starnutire nel corso di questi giorni sono due attività che non vengono viste particolarmente di buon occhio, a causa della difficile situazione che stiamo vivendo. Sono sicuro, però, che se vi dicessi che è esattamente quello che dobbiamo fare in Hayfever, la situazione di certo cambierebbe, ed anzi non potreste fare a meno di apprezzare la fantasia che molti creativi, come i ragazzi che l’hanno sviluppato, riescono a infondere nei loro progetti. Stiamo infatti parlando di un titolo indipendente sviluppato da Pixadome, e disponibile su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC.

Diamoci da fare

In Hayfever interpretiamo Thomas, un postino il cui compito è, prevedibilmente, consegnare lettere. Il tutto con una particolarità: il nostro protagonista soffre di una grave allergia, che lo porta a starnutire continuamente e, di conseguenza, a muoversi in modo bizzarro e imprevedibile. Ed è proprio lo starnutire il nostro potere principale, che ci permette di spostarci da una parte all’altra dello scenario e compiere i movimenti più impensabili. Senza dubbio si tratta di una premessa quantomai originale, che riesce a sorreggere tutta l’impalcatura su cui poggia il gioco: semplice, ma al tempo stesso simpatica e funzionale. Thomas, a causa di un forte starnuto, ha perso tutte le lettere che portava con sé. Forte del proprio senso del dovere, deve quindi ingegnarsi per recuperarle tutte e non far infuriare il proprio superiore. Ovviamente spetta a noi il compito di aiutarlo, e dopo questa semplice premessa ci troviamo catapultati nel mondo di gioco.

Un salto di qua, uno starnuto di la

Hayfever si presenta come un classico platform 2D, strutturato in differenti stage che dobbiamo attraversare per poter accedere a quello successivo. I livelli di gioco sono disseminati da vari checkpoint rappresentati, per restare in tema, da caselle postali. Queste sono in genere situate dopo fasi non proprio semplici, per permetterci di riprendere fiato e riordinare i pensieri. Il gameplay è davvero intuitivo e funzionale: possiamo usare le frecce direzionali per muoverci e un apposito tasto per starnutire. Così facendo siamo in grado di ampliare la distanza coperta dai nostri salti, e raccogliendo determinate sfere gialle è possibile aumentare la potenza dello starnuto. Tuttavia, dobbiamo fare attenzione a non eccedere la potenza massima. In tal caso, Thomas starnutisce automaticamente, senza darci il tempo di indirizzare il movimento e dunque andando incontro a un probabile game-over. In generale durante le sessioni di gioco dobbiamo sempre fare particolare attenzione alla direzione che vogliamo dare agli spostamenti di Thomas, utilizzando le frecce direzionali che in questo modo acquisiscono una doppia utilità: non servono infatti soltanto a spostarci, ma anche a orientare al meglio i nostri salti. Questo si rivela particolarmente utile soprattutto mentre siamo in aria: durante questi momenti è fondamentale calibrare la potenza e la direzione del salto per non cadere e giungere a destinazione. Utili a tal contesto sono delle sfere e delle frecce rosse: le prime fanno starnutire Thomas automaticamente in una qualsiasi direzione a nostra scelta, mentre le seconde indirizzano il personaggio nel verso da loro indicato. Sta a noi giocatori dunque sfruttare le risorse ambientali a disposizione per indirizzarci al meglio. Inizialmente potreste avere qualche dubbio o difficoltà, ma una volta presa la mano il tutto si rivela stimolante divertente, ve l’assicuro.

Una sfida impegnativa

Nonostante una parte iniziale abbastanza soft e delicata che ci permette di prendere familiarità con i comandi e le meccaniche di gioco, Hayfever non va preso sottogamba. Il titolo infatti,se da un lato presenta una curva d’apprendimento decisamente graduale – e questo è un grande merito per gli sviluppatori – dall’altro gli stage che il nostro postino Thomas deve affrontare si fanno progressivamente più complessi strutturati. Specie se, come ogni buon completista che si rispetti, decidete di raccogliere le tre lettere presenti in ogni livello. Una meccanica simile, in un gioco di questo genere, rappresenta sicuramente una sfida aggiuntiva davvero apprezzata. Vien da sé che le strutture dei vari stage variano man mano che si prosegue nell’avventura, e arrivano a livelli tali da mettere a dura prova i nostri nervi saldi e, soprattutto, i nostri riflessi. Senza però che la sfida proposta si riveli mai frustrante o particolarmente punitiva. Sbagliare ovviamente pesa, ma ci si rende ben presto conto che migliorare ed essere più reattivi dipende soltanto da noi, e il senso di soddisfazione che ne deriva vale davvero la pena di essere sperimentato sulla pelle di ognuno di noi. Senza dimenticare le boss-fight, quattro in tutto: una per ogni stagione in cui è suddiviso il calendario di gioco. Queste sono davvero ben curate, e ognuna richiede una strategia diversa per essere completata al meglio. Gli sviluppatori hanno quindi deciso di premiare, ancora una volta, l’elasticità di approccio, l’attitudine al cambiamento e la reattività.

Consegnare lettere con grazia e stile

Dal punto di vista grafico Hayfever è davvero una piacevole sorpresa. Lo stile proposto in pixel-art risulta indubbiamente grazioso e perfettamente adatto al contesto scanzonato in cui si inserisce il titolo. Una tecnica forse fin troppo utilizzata da molti sviluppatori di giochi di questo tipo, ma che in questo caso specifico non stona e anzi, calza alla perfezione. Visto il genere e le caratteristiche inoltre, il titolo non è per nulla esigente dal punto di vista dei requisiti e, parlando della versione PC, essa gira tranquillamente e senza alcun tipo di problema anche su dotazioni non particolarmente performanti. Non temete quindi di incontrare cali nelle prestazioni o lag di sorta, perché di essi non c’è nemmeno l’ombra. A fare da sfondo alle nostre scorribande attraverso i vari stage è poi una colonna sonora semplice, orecchiabile e davvero azzeccata. L’accompagnamento musicale rende le nostre (dis)avventure un piacere da sperimentare e affrontare. Nel complesso, ne risulta un’esperienza piacevole, divertente e sicuramente in grado di far volare il tempo.

Un gioco da provare

Tirando le somme, Hayfever è un titolo da provare almeno una volta. È a conti fatti un gioco che non si prende troppo sul serio, e per questo adatto davvero a tutti. Rappresenta inoltre l’esperienza ideale sia per passare il tempo che per mettere alla prova riflessi e nervi saldi. Non stiamo certo parlando di un capolavoro, ma di un titolo indipendente che, nel suo piccolo, non si risparmia e anzi costituisce una sfida decisamente valida ed impegnativa. Non avete davvero nessuna scusa per non installarlo, specie durante questi giorni di auto-isolamento collettivo. Armatevi quindi di fazzoletti e preparatevi a sviluppare i vostri tempi di reazione. Se volete aiutare Thomas, questa è l’occasione giusta.

Se siete interessati a giocare Hayfever, potete acquistarlo alla pagina ufficiale del gioco direttamente da questo link.

 

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