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Le cose ad Ubisoft non stanno migliorando

Ubisoft

Uno degli effetti più curiosi dell’enorme scandalo di molestie che ha coinvolto Activision Blizzard è stato quello di eclissare tutti gli atri scandali che si erano succeduti nei mesi precedenti. Tra i più clamorosi, quello che ha coinvolto la dirigenza di Ubisoft. 

Ubisoft, Scandali e promesse

La multinazionale francese, nei mesi che vanno tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate del 2021, si era trovata costretta a licenziare alcuni dei sui maggiori dirigenti. Serge Hascoer, direttore creativo, Cecile Cornet, direttrice delle risorse umane, e Yannis Mallat, capo della divisione canadese avevano lasciato Ubisoft in mezzo alle polemiche.

A seguito di questi eventi lo stesso presidente e fondatore della società, Yves Guillemot, si era scusato per il comportamento dei suoi sottoposti e aveva promesso rapidi cambiamenti. Ma a quanto riportano gli stessi dipendenti Ubisoft, le cose non stanno migliorando abbastanza in fretta.

A porre attenzione sulla lentezza dei miglioramenti è stato “A Better Ubisoft”, gruppo di dipendenti che fin dalle prime accuse ha evidenziato i problemi all’interno della società. Le richieste del gruppo non sono state ascoltate, e sono passati 100 giorni ormai dalla quando sono state formulate.

La situazione non cambia

Proprio nel mese di luglio infatti, mentre l’onda dello scandalo portava alla raffica di dimissioni, A Better Ubisoft aveva pubblicato una lettera aperta. Un vero e proprio programma per migliorare la qualità della vita negli uffici Ubisoft.

Tra le richieste spiccavano:

Ad aumentare la frustrazione dei dipendenti Ubisoft ci sono le concessioni che Activision è stata costretta ad accettare dopo gli scandali e gli scioperi dei dipendenti. In confronto alle iniziative dei concorrenti americani, Ubisoft è rimasta completamente immobile.

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