Comincio questa recensione in maniera decisamente atipica: parlando di Minecraft. Ai tempi del suo rilascio, l’ormai storico titolo sviluppato da Mojang ha immediatamente infranto ogni tipo di record, che siano essi relativi al numero di acquirenti, ai giocatori online e in generale di buzz creato in tutto l’internet. Oltre a tali allori, Minecraft è stato accompagnato però da una lunga lista di critiche e utenti pronti ad additarlo come un gioco “da marmocchi“, sconclusionato e ripetitivo. Commenti negativi spesso provenienti da persone che il gioco non lo avevano nemmeno provato, pronte a unirsi alle critiche giusto perché “andavano di moda” o per meschina volontà di perpetuare tali polemiche. Il titolo di Mojang sta, tuttavia, recentemente vivendo un periodo rinascimentale, che lo ha portato a essere protagonista delle thumbnail di migliaia di YouTuber e visto con amorevole nostalgia da utenti pronti a reputarlo una “parte importante della loro infanzia“. Questa lunga premessa si è rivelata essenziale ai fini di questa recensione per meglio spiegare quello che il brand Pokémon, e nello specifico i titoli di ottava generazione Pokémon Spada e Scudo, stiano vivendo (e subendo) già da prima della loro uscita ufficiale su Nintendo Switch. Le critiche rivolte nei confronti degli sviluppatori di Game Freak sono effettivamente motivate, o si tratta ancora una volta dell’effetto Internet che ha guastato l’infanzia di Minecraft?

La Storia

Pokémon Spada e Scudo riescono dove i precedenti titoli della serie hanno sempre e consistentemente fallito: offrono sin dai primi momenti di gioco cruciali e importanti pezzi di trama, da ricostruire man mano che essa si sviluppi. Chi è il misterioso lupo che ci si palesa davanti dopo i primi minuti di gioco? Sembra il leggendario di copertina, ma è leggermente diverso. Una forma non evoluta, o forse una versione alternativa?

Pokémon Spada e Scudo
I Joy-Con nella Nintendo Switch del protagonista hanno lo stesso colore di quelli sulla vostra console!

Gli stravolgimenti apportati dai titoli su Nintendo Switch non terminano di certo qui. Grazie a Capipalestra fortemente caratterizzati, personaggi secondari di rilievo e quest secondarie che, sebbene brevi, riescono a rendere anche l’ottenimento di semplici MT e strumenti di lotta un’attività simpatica e diversa dall’ordinario, Pokémon Spada e Scudo costituiscono un crescendo di emozioni fino allo scontro col Campione di Galar. Quest’ultimo non sarà preceduto da uno scontro coi Superquattro, finora elemento cardine della serie Pokémon, ma da un Campionato a eliminatorie che vede il personaggio principale affrontare nuovamente vecchie conoscenze, questa volta con squadre ben più toste da sconfiggere.

Dove la storia dei titoli Pokémon su Nintendo Switch pecca è tuttavia nel post-game. Mai più di adesso sembrano lontani i fausti di Pokémon Smeraldo, Bianco 2 e Nero 2: nessun nuovo percorso viene sbloccato dopo la campagna principale e nessun nuovo Pokémon reso disponibile. A farci compagnia c’è, oltre alla storica Torre Lotta dove guadagnare gli ambitissimi BP utili ad accaparrare strumenti utili al competitivo (tra i quali le inedite Mente in grado di cambiare la Natura dei propri Pokémon) una breve campagna secondaria che ci vede accompagnare al nostro rivale e ai Capipalestra di Galar al fine di scongiurare l’ennesima minaccia costituita dai Pokémon in Dynamax, e i Raid affrontabili durante le esplorazioni delle Terre Selvagge.

I Pokémon

Inutile girarci attorno: i titoli mancano del Pokédex Nazionale, e con esso di oltre 400 Pokémon “non sopravvissuti” al passaggio generazionale (ma destinati a un ritorno nei prossimi titoli della serie, come dichiarato dagli sviluppatori). Le 400 rimanenti creature che popolano Galar riescono però a garantire una grande biodiversità alla regione: non si è mai afflitti dalla sindrome da “Caverna zeppa di Zubat” in quanto i percorsi abbondano di specie diverse.

Pokémon Spada e Scudo
Il Campione di Galar Dandel durante una delle sue leggendarie lotte, 2019.

Le 81 creature inedite sono ben caratterizzate e affini allo “spirito British” di Pokémon Spada e Scudo: con Pokémon dall’anima punk rock, Weezing dall’alto cappello e baffo prominente e tempestosi Corgi, i titoli traspirano “Regno Unito” da tutti i pori. Un plauso a parte va fatto per le Forme Galar dei Pokémon già noti: non più i vecchi Pokémon in una nuova salsa, ma mostriciattoli con una coerenza e una identità tutta propria, spesso addirittura con evoluzioni inedite.

La Regione

La regione di Galar è senz’ombra di dubbio quanto di più ambizioso affrontato finora dal brand Pokémon. Città con grandi strade ricche di dettagli e rimandi alla cultura inglese, percorsi che, sebbene inferiori in numero, risultano tanto memorabili e dettagliati quanto le sopracitate città, foreste labirintiche e misteriose e persino abitanti in grado di imitare modi di dire tipicamente britannici.

Pokémon Spada e Scudo
Uno scorcio della città di Goalwick.

Menzione particolare va alla città di Goalwick, riproduzione in miniatura di Londra con tanto di Big Ben, ruota panoramica e piazza di Piccadilly Circus, e a quella di Steamington, cuore dell’industria di Galar dalle ambientazioni steampunk. L’immensa area costituita dalle Terre Selvagge, seppur meno ricca di dettagli, non manca di punti cardine utilissimi per orientarsi durante le escursioni al loro interno: menhir, isole e ponti sospesi arricchiscono lo schermo fungendo di tanto in tanto persino come luoghi utili per le evoluzioni di certe specie di Pokémon.

Grafica e Sonoro

Come già detto, la regione di Galar è senz’ombra di dubbio quanto di più ambizioso affrontato finora dal brand Pokémon. Nel bene e nel male. Sebbene l’intera avventura sia giocabile a 30 fps stabili, il motore grafico tende a stentare quando si è all’interno delle Terre Selvagge, specialmente quando si è connessi a Internet. Rallentamenti ingiustificabili se si confrontano Pokémon Spada e Scudo all’inarrivabile The Legend of Zelda: Breath of the Wild rilasciato sulla stessa console ibrida ormai oltre 2 anni fa, in grado di raggiungere livelli di dettaglio nelle ambientazioni e rese tecniche ben più avanzate.

Pokémon Spada e Scudo
I Bewear non sono mai stati così molesti.

Al contrario, la colonna sonora è un lavoro impeccabile: ricca di sonorità tipiche della Gran Bretagna, ricolma di cornamuse e ispirata a tratti al mitico punk inglese, rende l’esperienza di gioco incredibilmente immersiva, specialmente durante le fasi avanzate della storia, riuscendo a scandirne come si deve i colpi di scena.

Innovazioni

Come ricordato più volte, Pokémon Spada e Scudo portano alla saga un discreto numero di innovazioni rispetto al brand ventennale. Niente più Superquattro, e Pokémon adesso visibili nell’overworld (in una maniera non dissimile a quanto visto in Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee), ma anche e sopratutto l’introduzione delle Terre Selvagge. Non più dunque brevi tunnel di erba alta che fungono da giunzione tra due città, ma una immensa landa da esplorare come si vuole e quando si vuole, da soli o in compagnia di amici. In esse è possibile ruotare la visuale a proprio piacimento utilizzando l’analogico destro, ed è persino plausibile imbattersi in zone dove i Pokémon selvatici sono 10 o 20 livelli più alti dei propri, cosa che spinge il giocatore a un intenso allenamento atto ad attraversare tali zone o catturare i Pokémon al loro interno.

Non solo Pokémon selvatici: le Terre Selvagge sono palco delle prime vere e proprie boss fight cooperative della serie Pokémon, i Raid Dynamax. Affrontabili insieme a un massimo di 3 amici ognuno con il proprio Nintendo Switch e con un livello che va da 1 a 5, sono caratterizzati da un livello di difficoltà mai visto prima: impossibile trionfare in un Raid di livello 5 senza una netta distribuzione dei compiti tra addetti all’attacco, alla cura, alla difesa e incassamento di danni. Insieme ai propri amici è poi possibile cucinare curry in grado di ripristinare la salute e aumentare la felicità della propria squadra, e infine accedere al Pokécampeggio, erede del Poké io&te dei giochi di sesta generazione.

Mangiare è bello, mangiare in compagnia di un Pokémon chitarrista punk è meglio.

A livello di innovazioni nelle lotte, se la sesta generazione di Pokémon X e Y aveva le Megaevoluzioni e la settima di Sole e Luna le Mosse Z, l’ottava generazione di Pokémon Spada e Scudo ha le forme Dynamax e Gigamax: proiezioni delle proprie creature tascabili, in grado di amplificarne enormemente la dimensione e talvolta addirittura cambiarne le fattezze fisiche. Da un punto di vista competitivo, esse possono essere ritenute il culmine delle meccaniche raggiunte dalla serie: seppur non impossibili da battere, riescono spesso a cambiare gli esiti di una battaglia, specialmente se si tiene in conto il fatto che esse, al contrario delle Megaevoluzioni, permangono per appena 3 turni. Scegliere la giusta tempistica con la quale utilizzarle è dunque essenziale.

Capire come ottenere questo Pokémon vi causerà incubi.

Conclusioni

In sostanza, Pokémon Spada e Scudo su Nintendo Switch sono giochi talmente brutti da giustificare la cancellazione del proprio preordine, così come l’Internet vuole ultimamente farvi credere? Decisamente no. Senza dubbio non sono titoli perfetti tanto dal punto di vista tecnico, con texture spesso grezze e occasionali lag nel multiplayer, quanto nell’esperienza di gioco a causa di un post-lega praticamente assente e delle missioni secondarie appena accennate. Riescono tuttavia a intrattenere seppur non essendo la rivoluzione che Breath of The Wild è stata per il brand di The Legend of Zelda, e a mio modesto avviso non meritano tutto l’odio e l’indignazione che stanno ricevendo nell’ultimo periodo. Pokémon Spada e Scudo fanno molti passi in avanti in più rispetto a quanto fatto dai predecessori verso dei titoli Pokémon totalmente privi dei vetusti concetti di Percorsi e foreste intervallate da città in cambio di un mondo aperto e completamente esplorabile, e vanno apprezzati proprio per questo motivo. Non lasciamo che Pokémon Spada e Scudo diventino il nuovo Minecraft.