A differenza del passato i videogiochi non sono più un medium d’intrattenimento per una nicchia ristretta di appassionati, ma chiunque può cimentare ed effettivamente si cimenta nel videogiocare. Questo ha portato sempre più alla traduzione nella nostra lingua dei vari titoli ma, ultimanente, l’interesse e la richiesta di traduzione in italiano è diminuita.

Come è possibile leggere dal report di LocalizeDirect, infatti, la percentuale di richieste di localizzazione nel nostro idioma è sceso all’8%, sotto all’inglese (ovviamente la lingua più richiesta), al tedesco (10,3%), al francese europeo (9,8%), al giapponese (9,7%), al russo (9%), al coreano (8,9%), allo spagnolo europeo (8,7%) e al portoghese brasiliano (8.5%).

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Dopo di noi, al 6.4%, troviamo il cinese semplificato. Questa classifica è stata stilata analizzando circa 14.000 richieste di traduzione di giochi e lo studio afferma che questo calo di interesse nell’italiano è probabilmente dovuto al difficile momento che stiamo vivendo, con un Paese bloccato economicamente e quindi con meno appeal per sviluppatori e distributori di videogiochi.

Cosa ne pensate? È davvero un problema non avere giochi tradotti nella propria lingua o, come spesso sentiamo dire, non sapere l’inglese al giorno d’oggi è un limite del videogiocatore e non dei videogiochi?